Taccuino di viaggio: Firenze

di Eterogenesi dei fini

Firenze è una contessa libertina ed elegante che a gambe aperte ti accoglie, disposta per indole a offrirsi interamente in cambio di tutto te stesso.
Firenze è il profumo del vino versato nell’aria tra la bottiglia e il bicchiere.
Firenze è città regale e imponente; e ti coglie lo stupore in una stretta viuzza dall’odore antico che nel suggerire conforto di umili spazi t’inganna. Dura poco la sensazione e muore il conforto incontro alle titaniche altezze di ambiziose strutture a misura di Dio. Un Dio sociale vive a Firenze, che favella migliaia di voci e ha il volto d’ogni uomo e d’ogni donna; ogni donna che è madonna a Firenze.
Ogni architettura degna del suo nome è pensata -è voluta- a Firenze non già per il singolo e il solitario ma per l’intera società e per il suo lieto vivere.

Maestosa bellezza, intensa come la paura, a me ti sei aggrappata lungo quel cortile ombroso di fasti gettato incontro al fiume, e adesso, di te non restano che felicità e nostalgie.